Sterlina d’oro Giorgio III: la prima sovrana del vecchio conio

Sterlina d'oro Giorgio III

La sterlina d’oro Giorgio III è la prima sovrana prodotta dalla Royal Mint di Londra dopo più di 200 anni di sospensione. Nel 1817 le sterline d’oro tornarono ad essere prodotte e il primo sovrano raffigurato fu proprio Giorgio III. Essa è dunque la prima sterlina d’oro del vecchio conio.

La riconiazione delle sterline d’oro avvenne in concomitanza con l’ingresso del Regno Unito nel Gold Standard, ossia nel sistema aureo, dove le banconote potevano essere convertite in oro. Il valore della moneta circolante era quindi legato all’oro presente nei forzieri della Banca d’Inghilterra.

Nacque l’esigenza di creare un’unità di conto e questa fu proprio la sovrana. Grazie a queste vicissitudini venne prodotta la sterlina d’oro Giorgio III, una delle più rare monete d’oro britanniche.

La zecca reale del Regno Unito ha coniato ben 6,5 milioni di sterline d’oro con il profilo di questo re sul dritto in 4 anni, ossia dal 1817 al 1820, anno di morte del sovrano.

La sterlina d’oro Giorgio III è anche la prima sovrana in cui vediamo sul rovescio san Giorgio che uccide il drago, storico disegno dell’italiano Benedetto Pistrucci. L’opera celebra la vittoria dell’Impero britannico su Napoleone, avvenuta pochi anni prima.

Caratteristiche della sterlina d’oro Giorgio III

Nel 1816, sotto il regno di Giorgio III il parlamento inglese, con l’ok del governo, promulgò il Great Recoinage, traducibile in italiano con la “Grande Riconiazione“. Questa fu la legge che reintrodusse la produzione della sterlina d’oro, che venne sospesa poco più di 200 anni prima.

Infatti nel 1604 Giacomo I d’Inghilterra sostituì le sterline d’oro con le “Unite“, monete celebrative dell’unione delle Corone di Scozia e Inghilterra.

Sterlina d'oro Giorgio III
Sterlina d’oro Giorgio III fronte e retro

Tutte le sterline d’oro devono seguire precise caratteristiche fisiche, dunque devono avere determinate dimensioni e un unico peso. Per l’esattezza la sterlina d’oro Giorgio III, così come le altre che seguiranno, ha un peso in oro di 7,322381 grammi su un totale pari a 7.98805 grammi. Lo spessore è pari a 1,52 mm, mentre il diametro è di 22,05 mm.

Sul dritto vi è il profilo del sovrano rivolto verso destra. Il ritratto fu realizzato dall’allora giovanissimo incisore Pistrucci che come sappiamo ideò anche il famosissimo rovescio. Intorno al ritratto Giorgio III incoronato dall’alloro, troviamo la scritta “GEORGIUS III D.G BRITANNIAR.REX F.D”, che possiamo tradurre con “Giorgio III per grazia di Dio, re delle Britannie, difensore della fede” e la data di coniazione, che nel caso dell’immagine mostrata sopra è 1817.

Sul rovescio è disegnato san Giorgio che combatte a cavallo contro il dragone, opera di Benedetto Pistrucci. In questa edizione che, come detto in precedenza, è la prima su cui appare lo storico disegno possiamo apprezzare alcune particolarità che nelle versioni successive verranno modificate. Ad esempio possiamo notare che il cavaliere al posto della spada impugna un bastone e che intorno al disegno e presente una così detta “giarrettiera” riportante la scritta in francese “HONI SOIT QUI MAL Y PENSE” (tr. Si vergogni chi ne pensa male).

Reperibilità

Risalenti ad oltre 2 secoli fa le sterline di questa edizione sono tutte molto rare e con un valore storico importante. Difficilmente reperibili sul mercato (ovviamente non commercializzate solamente sulla base del contenuto in oro, come accade di consueto per le comuni sterline da investimento), sono molto ricercate dagli appassionati. Per tentare di trovarle ci si deve rivolgere ai canali specifici della numismatica e dei collezionismo, ma per un esemplare in buone condizioni si possono arrivare a pagare anche oltre i 2000 euro.

Curiosità

Il Rovescio originale del 1817 è stato riproposto nella versione Proof della sterlina 2017, in occasione della ricorrenza dei 200 anni dalla coniazione della sterlina moderna (dopo il Great Recoinage). Coniata in soli 10.000 esemplari, trovarla sul mercato non è semplice. Il prezzo si aggira intorno a 1140.35 €.

Come avrete notato la cifra e ben al di sopra del valore aureo, ma come tutte le edizioni Proof, prodotte dalla Royal Mint appositamente per il mercato del collezionismo, queste monete non vengono commercializzate solo sulla base del loro contenuto di oro, ma anche in base alla tiratura ed alla elevata qualità del conio.

Ogni moneta facente parte di queste serie limitate infatti, è un esemplare di particolare pregio, controllato e rifinito a mano dai mastri incisori della Royal Mint.

Per celebrare la ricorrenza, anche nella versione bullion della Sterlina 2017, la Royal Mint ha scelto di inserire segno distintivo. Nel rovescio infatti, di fianco alla data, è posto un piccolo scudo crociato sormontato dal numero 200.
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Giorgio III: il primo re del Regno Unito

Sebbene la sterlina d’oro Giorgio III porti il suo nome, nel momento in cui venne coniata il re aveva abbandonato le sue funzioni reali dal 1811, anno in cui suo figlio (futuro Giorgio IV) ottenne il titolo di principe reggente del Regno Unito.

Il motivo è riconducibile alla pazzia di Giorgio III, che lo attanagliò per gran parte della sua vita. Dal 1765 egli cominciò a dare segni di squilibrio mentale, che peggiorarono anno dopo anno fino al definitivo crollo psichico del 1810. Nonostante ciò fino a questa data il re sedette sul trono.

Appartenente alla casata tedesca degli Hannover, fu il primo sovrano di questa famiglia a nascere in Inghilterra e ad adottare l’inglese come madrelingua. Nacque infatti nel 1738 a Londra e salì al trono nel 1760 alla morte del nonno Giorgio II. Suo padre Federico, il principe del Galles. era morto prematuramente.

Per rimarcare la sua appartenenza alla Gran Bretagna e non alla Germania pronunciò le seguenti frasi al primo discorso in parlamento:

Nato e cresciuto in questo Paese mi vanto di essere un britannico

Si sposò l’anno successivo con la duchessa Sofia Carlotta di Mecleburgo-Strelitz, matrimonio che durò moltissimi anni e dalle cronache dell’epoca sembrò anche senza tradimenti. Il sovrano impresso sulla sterlina d’oro Giorgio III divenne per il popolo anche un modello di virtù, dato che sembra non avesse mai avuto amanti. La coppia ebbe ben 15 figli. Due di loro divennero re del Regno Unito: Giorgio IV e Guglielmo IV.

Sterlina d'oro Giorgio III
Giorgio III giovane

Il regno di Giorgio III fu molto lungo, attualmente è il terzo per longevità della storia inglese, dopo Elisabetta II e Vittoria. Nel suo lungo regno si verificarono numerosi eventi che hanno influenzato radicalmente la storia, come la guerra d’indipendenza americana, la rivoluzione industriale e le guerre napoleoniche.

Durante il suo regno infatti la Gran Bretagna perse le tredici colonie americane, che formarono gli Stati Uniti d’America. Successivamente l’Inghilterra fu uno dei pochi Paesi europei a non cadere sotto l’egemonia dell’Impero francese di Napoleone Bonaparte. Come già anticipato, però, al momento della vittoria su quest’ultimo, Giorgio III non aveva più le redini del regno.

Fu un re molto religioso, ma anche incline al decoro, tanto da portarlo nel 1772 a promulgare il Royal Marriages Act, ratificato poi dal Parlamento. La legge obbligava i membri della famiglia reale a sposarsi solo con il consenso del sovrano. Questa legge fu molto importante in seguito perché annullò diversi matrimoni dei membri della famiglia reale, tra cui quello fra il principe ereditario (futuro Giorgio IV) e Maria Anne Fitzherbert. Il rapporto col figlio primogenito fu spesso tormentato sia per la vita dissoluta del principe sia per motivi politici. Spesso infatti il principe era in disaccordo con le politiche del padre.

Nel 1801 Giorgio III divenne il primo re del Regno Unito con l’atto di unione dei regni d’Irlanda e Gran Bretagna. Nel 1814 il Congresso di Vienna elevò il Ducato di Hannover a regno, dunque Giorgio III divenne anche primo re di Hannover.

A influenzare maggiormente la vita del sovrano impresso sulla sterlina d’oro Giorgio III fu la sua malattia mentale. Venuta allo scoperto nel 1765, subì un primo crollo nel 1788 quando per quasi un anno dovette ritirarsi dalla vita politica e non poté pronunciare il discorso di apertura dei lavori del parlamento britannico, che invece fece il principe Giorgio.

A causa delle condizioni del sovrano si paventò l’idea di affidare la reggenza al principe di Galles ed erede al trono. La camera dei Comuni approvò il Decreto di Reggenza, ma prima che anche la Camera dei Lord lo potesse ratificare il re tornò operativo.

Il definitivo crollo avvenne nel 1811 dopo la morte della principessa Amelia, ultimogenita di Giorgio III, di cui era particolarmente affezionato. Il figlio prese ufficialmente la reggenza nel 1811 fino alla morte del padre, avvenuta nel 1820.

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