Tassazione sull’oro da investimento: come funziona?

oro fisico da investimento

La tassazione sull’oro da investimento è un tema piuttosto recente nella storia repubblicana italiana. Infatti nel nostro Paese per i privati è divenuto possibile acquistare e vendere oro da investimento solo con la promulgazione della legge n.7 nel gennaio del 2000.

La suddetta legge abolisce il monopolio dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi e consente ai residenti in Italia di acquistare e detenere lingotti d’oro con una purezza superiore ai 995 millesimi e le monete d’oro con una purezza pari o superiore ai 900 millesimi, prodotte dopo il 1800, aventi avuto corso legale nel Paese di origine e con un prezzo che non superi dell’80% il valore corrente dell’oro sul suo mercato libero.

Queste sono infatti le caratteristiche dei lingotti e delle monete per essere definiti oro da investimento.

Il Parlamento italiano ha approvato questa legge dopo la sollecitazione da parte dell’Unione Europea di attuare la direttiva 98/80/CE del Consiglio, del 12 ottobre 1998.

La legge italiana stabilisce inoltre che la tassazione sull’oro da investimento debba essere esente da IVA. Ciò si traduce sostanzialmente in un’assenza di tasse per l’acquisto e il possesso di oro fisico. Motivo per il quale l’investimento in oro è fiscalmente il più conveniente ad oggi sul mercato.

Il possesso di oro non è tassato, ma devono essere dichiarate all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) entro la fine del mese successivo tutte le compravendite di oro con un valore pari o superiore ai 12.500€.

Ci sono tasse supplementari? Chi può vendere ufficialmente l’oro da investimento? È importante conservare il certificato di acquisto? Tutte queste domande troveranno risposta in questo articolo.

Tassazione sull’oro da investimento: altre imposte?

Come abbiamo già spiegato la tassazione sull’oro da investimento è esente da IVA, dunque un residente in Italia può acquistare e possedere i propri lingotti o le monete d’oro senza pagare un centesimo di tasse. L’imposta arriva nel caso in cui il privato rivendesse l’oro ottenendo una plusvalenza.

Per plusvalenza si intende un guadagno dovuto dal maggior valore di vendita rispetto al valore di acquisto. Se per fare un esempio dovessimo comprare un lingotto a 1.000€ e lo rivendessimo a 1.100€, la plusvalenza sarebbe di 100€.

In Italia l’imposta sostitutiva ha un’aliquota del 26%. Dunque nel caso in cui doveste ottenere una plusvalenza dalla vostra rivendita di oro dovrete pagare un’imposta del 26% sul cosiddetto capital gain, così come avviene per le altre rendite finanziarie ottenute da obbligazioni, da azioni, dal Forex e così via.

monete d'oro da investimento

Nel nostro esempio precedente sulla plusvalenza di 100€ il cittadino avrebbe dovuto pagare 26€ di tasse.

Come dichiarare queste tasse? Semplicemente inserendo la plusvalenza nel quadro RT della sezione II del modello denominato “Redditi Persone fisiche“. Nel caso in cui il vostro investimento in oro sia stato effettuato all’estero è necessario specificarlo nel quadro RW dello stesso modulo.

Il vostro commercialista certamente saprà che se doveste registrare delle minusvalenze su altre compravendite di oro, il discorso cambierebbe.

La minusvalenza è l’esatto contrario della plusvalenza, ossia una differenza negativa fra valore di acquisto e di vendita di un qualsiasi prodotto finanziario. Essa chiaramente non solo non genera imposte da pagare, ma le riduce.

Le plusvalenze sono infatti tassate al netto delle minusvalenze della stessa categoria. Riprendendo il nostro esempio precedente, ciò significa che se un altro acquisto di lingotti o monete d’oro dovesse portare ad una perdita di 100€, non avreste tasse da pagare perché la minusvalenza avrebbe sostanzialmente annullato la plusvalenza.

Chi può vendere oro da investimento con l’esenzione IVA?

Per ottenere l’enorme vantaggio di non avere una tassazione sull’oro da investimento è necessario acquistare il metallo prezioso solo presso Operatori Professionali in Oro autorizzati dalla Banca d’Italia, tra i quali c’è Orogenesi s.r.l.

La Banca d’Italia fa una selezione serrata e concede tale autorizzazione solo alle aziende che superano determinati criteri di onorabilità più altre valutazioni. L’elenco degli operatori professionali in oro è consultabile sul sito della Banca d’Italia, dal momento che essi sono riuniti in un albo.

Orogenesi - Oro da investimento

Orogenesi riacquista in qualsiasi momento tutti i prodotti che ha venduto precedentemente, riservando condizioni speciali al cliente per permettergli di tratte il massimo rendimento dall’investimento in oro. I clienti di Orogenesi potranno infatti rivendere l’oro da investimento ad uno sconto agevolato del 2% rispetto al valore corrente della quotazione.

Perché è importante conservare il certificato di acquisto?

Il certificato di acquisto deve essere conservato per poter provare l’acquisto presso un Operatore Professionale in Oro e godere quindi dell’esenzione dell’IVA. Soprattutto esso è necessario per calcolare la plusvalenza o la minusvalenza in caso di cessione futura.

Nel caso in cui un possessore di oro da investimento volesse cedere il suo oro senza detenere il certificato di possesso, dovrà pagare una tassa del 25% sull’importo di cessione. Ciò molto facilmente annullerebbe l’eventuale plusvalenza generata dal possesso di oro.

Per ragioni fiscali anche qualora l’oro che si possiede sia stato donato o ereditato, è opportuno conservare il documento che certifica tali passaggi.

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