Prezzo dell’oro leggermente in discesa, ma avversione al rischio ancora alta

Il prezzo dell’oro appare in leggera discesa rispetto al nostro approfondimento di giovedì scorso, ma negli ultimi due giorni il prezzo ha recuperato molto terreno, arrivando quasi a pareggiare i livelli di una settimana fa.

Nel momento della stesura del nostro articolo il prezzo dell’oro è pari a 44,03€ al grammo, in calo dello 0,59% rispetto a giovedì scorso, mentre la quotazione in borsa è pari a 1.498$ l’oncia, in discesa dello 0,67% sempre rispetto a una settimana fa.

Notiamo che il calo è davvero lieve e che sostanzialmente il prezzo dell’oro è rimasto sugli stessi livelli. Vedremo sui grafici al termine di questo articolo che in realtà la quotazione ha subito un ampio saliscendi e che se avessimo scritto questo articolo solo due giorni fa avremmo parlato di un calo molto più vistoso.

Dollaro ai massimi da 2 anni

L’indice del dollaro ha raggiunto in questa settimana il suo massimo da maggio 2017, la valuta statunitense ha guadagnato molto terreno nel mercato valutario negli ultimi mesi nonostante la contemporanea crescita dell’oro.

Solitamente i due beni sono alternativi fra loro. Infatti la quotazione dell’oro è espressa direttamente in dollari sui mercati finanziari, quindi la loro correlazione tende ad essere negativa. Quando il dollaro cresce l’oro tende a deprezzarsi, viceversa quando il dollaro perde quota, l’oro tende ad apprezzarsi. Il meccanismo non è però automatico, perché come abbiamo visto negli ultimi mesi i due beni sono saliti contemporaneamente.

A inizio settimana però l’oro ha subito la forza del dollaro ed ha perso molto terreno, andando a toccare quota 1.458$ l’oncia, ben lontano dalla soglia psicologica dei 1.500$ l’oncia. Successivamente il dollaro si è leggermente deprezzato e l’oro è riuscito a tornare a crescere.

Oro torna a crescere con l’aumento dell’avversione al rischio

Il calo dell’oro è stato però solo momentaneo, da martedì pomeriggio il prezzo è tornato a crescere per via di alcuni eventi che hanno causato l’aumento dell’avversione al rischio e il conseguente ritorno di domanda per i beni rifugio, tra cui l’oro.

Innanzitutto l’indice manifatturiero americano ha segnato un dato molto negativo, che ha pesato sul dollaro, sugli indici azionari americani e sui rendimenti dei titoli del tesoro statunitense. Ciò ha avvantaggiato l’oro, che di norma viene considerato una buona soluzione in caso di crisi.

In secondo luogo il WTO ha concesso agli Stati Uniti d’America la possibilità di imporre dazi all’Unione Europea su prodotti tecnologici, aerospaziali, ma anche alimentari e del settore del lusso per un valore di 7,5 miliardi di dollari. Il WTO ha riconosciuto che l’Unione Europa ha concesso aiuti di Stato al consorzio aeronautico Airbus e i dazi possono essere considerati una “compensazione”.

I dazi certamente non sono ben visti dagli investitori, che molto probabilmente si rifugeranno ancora di più nell’oro, motivo per il quale il suo prezzo è attualmente in crescita.

Altro tema è la Brexit con la proposta definitiva di Boris Johnson, la quale prevede la permanenza dell’Irlanda del Nord nell’UE fino al 2025. Si attende la risposta di Bruxelles, che salvo clamorosi cambiamenti dovrebbe essere negativa. L’Irlanda ha infatti già espresso il suo “no”.

Prezzo oro sui grafici settimanali

Il grafico di Bullion Vault appena mostrato indica il prezzo dell’oro in euro negli ultimi sette giorni. Come già anticipato possiamo vedere che rispetto a giovedì scorso l’oro si è deprezzato raggiungendo quota 43,20€ al grammo. Negli ultimi due giorno il prezzo è tornato a quota 44€ al grammo, di fatto allo stesso livello di inizio settimana.

Il grafico appena mostrato indica invece il prezzo dell’oro in dollari. Qui possiamo vedere che la situazione non è diversa dal precedente grafico. Infatti l’oro ha subito un deprezzamento abbastanza vistoso fino a martedì mattina, per poi riprendere quota nei giorni seguenti.

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