Prezzo dell’oro e Coronavirus: quali reazioni?

Oro Coronavirus

Il prezzo dell’oro in questo periodo è principalmente condizionato dal Coronavirus, così come sostanzialmente tutti gli altri mercati. Sebbene anche altri fattori possano incidere sull’andamento dell’oro, è evidente che in questo periodo storico il mondo volge lo sguardo all’avanzare della pandemia.

Nel momento della stesura del nostro articolo il prezzo dell’oro è pari a 46,74€ al grammo, in calo dell’1% rispetto alla nostra ultima rilevazione, mentre la quotazione dell’oro è pari a 1.588$ l’oncia, anche qui in calo, ma dell’1,13% rispetto a giovedì scorso.

La discesa è sostanzialmente la stessa nel confronto con entrambe le valute, ma soprattutto rispetto alle settimane scorse registriamo un dato meno altalenante. La settimana scorsa infatti avevamo osservato un aumento del 7,22% del prezzo in euro e dell’8,58% del prezzo in dollari.

Oro e Coronavirus

Abbiamo detto che il prezzo dell’oro è stato condizionato dal Coronavirus, cosa intendiamo? Lo scoppio della pandemia ha inizialmente portato l’oro a raggiungere traguardi storici, come i 50€ al grammo (record assoluto) e i 1.700$ l’oncia (record dal 2013). Successivamente però il prezzo è crollato, come mai?

Le borse hanno reagito all’avanzare del Covid-19 con un crollo imponente e trasversale in tutta Europa e negli Stati Uniti d’America. Di conseguenza i fondi speculativi hanno dovuto compensare le perdite in borsa vendendo l’oro, acquisito sia fisicamente ma in particolar modo attraverso strumenti derivati, che aveva raggiunto prezzi altissimi.

Sostanzialmente la plusvalenza ottenuta dalla vendita di oro ha compensato le perdite di borsa, ma la pioggia di vendite ha portato l’oro a un prezzo più basso, scendendo anche al di sotto dei 1.500$ l’oncia.

L’oro è poi tornato a fungere da bene rifugio dopo la propagazione del Coronavirus negli Stati Uniti d’America, che oggi sono il Paese con più casi di Covid-19.

Ciò non ha però portato l’oro ai valori massimi dell’anno a causa di un calo fisiologico della domanda, soprattutto in Cina, considerato il più grande acquirente di oro. Infatti per via della quarantena, ormai realtà in quasi tutto il mondo, è più difficile per i consumatori acquistare oro direttamente presso i negozi.

Oltre al Coronavirus chiaramente rimane viva la correlazione inversa col dollaro, l’andamento della valuta statunitense incide molto sulla quotazione dell’oro. Negli ultimi tempi il dollaro ha perso quota e ciò ha consentito all’oro di mantenersi elevato, ma a metà marzo, quando l’oro stava perdendo terreno per i motivi sopraelencati, il dollaro aveva raggiunto il suo massimo dal 2017.

L’avanzare della pandemia negli Stati Uniti ha portato il dollaro a cedere terreno e ciò ha portato l’oro a stabilizzarsi abbondantemente sopra quota 1.500$ l’oncia. Le richieste di disoccupazione negli USA la scorsa settimana hanno registrato le 3,2 milioni di unità, oggi il nuovo dato (ore 14.30 italiane) potrebbe essere ancora peggiore. Il mercato del lavoro è un indicatore molto osservato negli Stati Uniti d’America, che condiziona borse, titoli di Stato, dollaro e di conseguenza anche l’oro.

Prezzo dell’oro sui grafici

Come di consueto ora osserviamo i grafici sull’andamento degli ultimi sette giorni del prezzo dell’oro. Il grafico qui mostrato è di Bullion Vault e indica il prezzo dell’oro in euro. Come già anticipato osserviamo un calo abbastanza graduale da giovedì scorso, con una discesa repentina martedì, poi colmata in parte il giorno dopo.

Il secondo grafico indica la quotazione dell’oro in dollari, sempre negli ultimi sette giorni. Anche qui il calo è graduale e si accentua proprio martedì, con una ripresa però molto più lieve. L’andamento dei due grafici è molto simile, ad eccezione dell’ultima parte, dove la quotazione in dollari non ha avuto un gran recupero dalla giornata di ieri 1 aprile..

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