Rassegna 30 aprile 2020: l’argento è sottovalutato?

Oro news

Prezzo dell’oro in euro: 50,74€ al grammo (-1,29% rispetto a una settimana fa)

Quotazione dell’oro in dollari: 1.716$ l’oncia (-0,47% rispetto a una settimana fa)

La crisi del lavoro è più grave di quanto si pensi

Mike Maloney di GoldSilver crede che l’aumento drastico della disoccupazione americana sia più grave di quanto si pensi. In sole 5 settimane le richieste di disoccupazione sono state 26 milioni e sebbene il dato settimanalmente sia in calo resta elevatissimo sul totale da inizio pandemia. Inoltre in quei 26 milioni sono conteggiati solo i dipendenti che hanno perso il lavoro, mentre non sono conteggiati gli autonomi, ovvero coloro che gestiscono in proprio una attività e che per via del lockdown sono chiusi e non è del tutto certo che possa riaprire una volta finita la pandemia.

L’arrivo dell’inflazione non è un evento così remoto

Sempre Mike Maloney di GoldSilver spiega che a partire dal 2008 la Federal Reserve ha acquistato titoli incrementando il suo bilancio, ad eccezione degli ultimi 2 anni. Solo da inizio pandemia, però, il bilancio della Fed è cresciuto del 75%, immettendo quindi nuova valuta in circolazione. Solitamente l’immissione di moneta circolante fa crescere il valore dell’oro proprio per coprire l’espansione monetaria.

L’arrivo di una prossima inflazione non è quindi un evento così remoto, infatti a provocare uno dei motivi principali dell’aumento dell’inflazione è proprio l’immissione nell’economia di ingenti quantità di moneta circolante.

L’argento potrebbe avere un boom nel prossimo periodo?

L’analista senior di Gold&Silver, Jeff Clark, spiega come il rialzo dell’argento possa arrivare presto se considerassimo l’andamento del prezzo nelle recessioni degli ultimi 50 anni. Infatti se da una parte l’oro si è quasi sempre apprezzato in seguito al calo del mercato azionario, l’argento è arrivato sempre in ritardo. Inizialmente il prezzo dell’argento è rimasto stabile, se non al ribasso, mentre ha conosciuto un forte rialzo solo in un secondo momento.

Clark spiega questo fenomeno nel fatto che gli investitori quando temono una crisi (come nella Grande Depressione degli anni ’30) o durante questa acquistano oro perché considerato il bene rifugio più saldo. Successivamente man mano che il prezzo dell’oro diventa più costoso, gli investitori si rivolgono all’argento, che ancora non aveva ottenuto un forte rialzo.

La domanda che si pone Clark è legittima, ciò può accadere nuovamente? Se lo credi anche tu non perdere l’occasione di valutare l’acquisto di argento:

Il Silver Institute stima un rialzo del prezzo dell’argento entro fine anno

Il Silver Institute di Washington ha stimato che entro la fine dell’anno il prezzo dell’argento potrebbe passare dagli attuali 15$ l’oncia (0,45€ al grammo) ai 19$ l’oncia, che orientativamente oggi corrispondono a circa 0,55€ al grammo.

Nel mese di marzo l’argento si è deprezzato per via del calo della domanda. A differenza dell’oro infatti l’argento ha un utilizzo industriale maggiore. Basti pensare che circa il 60% dell’argento viene utilizzato in applicazioni industriali, lasciando solo il 40% per gli investimenti. Il lockdown e il conseguente calo della domanda non ha esentato quindi l’argento.

D’altra parte però non ci sarà la solita sovrabbondanza di argento quest’anno. Sempre il Silver Institute di Washington sostiene che la sovrabbondanza sarà limitata a 14,7 milioni di once, che corrisponde al 53% in meno rispetto al 2019. Infatti tale calo di scorte può essere giustificato dal lockdown stabilito da Paesi produttori come Messico e Perù.

Mike Maloney: l’argento è sottovalutato

Mike Maloney di GoldSilver sostiene che l’argento sia sottovalutato, soprattutto considerando il rapporto di prezzo con l’oro, che in questo momento è il più alto dagli anni ’70. Negli ultimi tempi il prezzo dell’oro è cresciuto parecchio, mentre l’argento ha subito prima una contrazione e poi una debole ripresa, senza però tornare ai livelli pre-coronavirus.

Mike Maloney sostiene la differenza fra prezzo e valore, secondo lui infatti il prezzo dell’argento sia attualmente inferiore rispetto al suo valore ed è probabile che nel prossimo periodo il prezzo dell’argento possa salire. Nella nostra rassegna notiamo dunque che Mike Maloney non la pensa diversamente, su questo punto, dal Silver Institute di Washington e da Jeff Clark.

Questo è l’ambiente perfetto per l’oro

Fred Hickey, editore della newsletter sugli investimenti The High-Tech Strategist, ha spiegato che questo è l’ambiente perfetto per l’oro e ha dato tre motivazioni:

  1. Esiste una forte correlazione inversa tra il prezzo dell’oro e i tassi di interesse negativi, ovvero più quest’ultimi sono negativi più il prezzo dell’oro tende a salire ed attualmente tutte le banche centrali hanno tagliato i tassi.
  2. Le istituzioni possiedono meno dell’1% del loro patrimonio in oro, mentre in passato è passato dal 5 al 7%. Ciò significa che gli investitori istituzionali saranno grandi acquirenti.
  3. Ci troviamo in un ambiente caratterizzato da enormi costi di stampa e enormi deficit di bilancio. E i deficit di bilancio e l’oro sono fortemente correlati negativamente, ovvero che più i bilanci sono in deficit più il prezzo dell’oro tende a crescere.

UBS: l’oro potrebbe crescere del 5% nelle prossime settimane

Secondo gli analisti di UBS Joni Teves e Giovanni Staunovo il prezzo dell’oro potrebbe crescere del 5% nelle prossime settimane raggiungendo quota 1.800$ l’oncia, che possiamo stimare intorno ai 53,50€ al grammo.

I due analisti di UBS, società finanziaria svizzera, sostengono che il prezzo possa continuare a crescere per via della sua funzione di bene rifugio. L’alta incertezza sui mercati e i tassi bassi rendono infatti l’oro sempre più appetibile per gli investitori che vogliono diversificare il loro portafoglio.

La zecca degli Stati Uniti d’America chiude West Point

Lo Stato di New York ha esteso il lockdown fino al 15 maggio e fra le fabbriche che resteranno chiuse c’è anche la storica West Point, una delle filiali più importanti della US Mint, la zecca degli Stati Uniti d’America.

Durante il periodo di chiusura tutte le zecche della US Mint dislocate sul territorio statunitense sospenderanno la produzione delle American Eagle d’oro da 22 carati e delle American Buffalo d’oro da 24 carati. Inoltre verrà sospesa anche la distribuzione ai Authorized Purchasers, ossia ai grossisti autorizzati dalla zecca.

Lo stop alla produzione di monete d’oro può causare un calo dell’offerta e di conseguenza un aumento del prezzo dell’oro.

Si può comprare oro in banca? DeshGold fa chiarezza

DeshGold spiega come acquistare oro in banca non sia lo stesso che acquistare presso un rivenditore professionale (come per esempio Orogenesi Oro Da Investimento). Infatti se ti dovessi recare in banca per acquistare oro non otterresti lingotti o monete d’oro, ma sostanzialmente investiresti il tuo denaro in strumenti derivati, ovvero titoli il cui valore è strettamente collegato all’andamento della quotazione ufficiale dell’oro.

Dunque l’oro che hai acquistato non lo porteresti con te, ma resterebbe nei caveau della banca. Perché questo potrebbe essere un problema? Anche qui DeshGold chiarisce il punto.

Per legge il contante che depositi in banca è legalmente di proprietà della banca. Tu quindi diventi un mero “creditore” della stessa banca a cui hai affidato il tuo denaro e non sei più legalmente il proprietario di quel denaro. In caso di crisi finanziaria la banca potrebbe rinegoziare i creditori e questo discorso può essere applicato anche all’oro che hai acquistato, ma che hai lasciato nei caveau della banca.

Facciamo ora un passo in avanti. L’oro può essere negoziato sotto forma di strumenti derivati (come i future) presso sedi apposite, una delle più importanti al mondo è il COMEX.

L’oro scambiato sotto forma di derivati però non viene risolto necessariamente con il trasferimento di oro fisico, dopotutto il pagamento in valuta è la prassi, infatti DeshGold afferma nel suo articolo che solo 1 contratto su 2500 del COMEX viene ultimato con il passaggio di oro fisico, mentre il rimanente  99,96 % è regolato in contanti.

Cosa dovesse succedere però se gli investitori dovessero chiedere di risolvere i loro contratti derivati basati sull’oro direttamente in oro fisico e non in valuta? Le banche sarebbero in difficoltà, come lo potrebbero essere se un ingente quantità di investitori dovesse ritirare il proprio denaro nello stesso istante.

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