La valuta e il denaro sono la stessa cosa?

Negli anni ci siamo abituati sempre di più al fatto che il denaro e la valuta che utilizziamo sono la stessa cosa. Nel nostro caso quindi il denaro è l’euro, fino al 2002 la lira, negli Stati Uniti d’America è il dollaro, nel Regno Unito è la sterlina. Se da una parte ciò non del tutto falso, dall’altra parte non possiamo definirla come una verità assoluta.

Infatti non è sempre stato così, basti pensare che uno dei più grandi finanzieri del secolo scorso, John Pierpont Morgan, nel 1912 dichiarò al Congresso USA “Money is Gold, nothing else“. Il denaro è oro, nient’altro, secondo Jp Morgan.

Nelle ultime crisi finanziarie, ma soprattutto in questo periodo di crisi dovuta alla diffusione del Coronavirus sostanzialmente tutte le banche centrali del mondo hanno iniziato a inondare di liquidità il sistema economico acquistando titoli di Stato e in alcuni casi anche quote di partecipazioni societarie (ovvero azioni).

È corretto dire che le banche centrali stiano stampando denaro? Sì e no, è sicuramente più corretto dire che stanno stampando valuta.

Di questo avviso è certamente Mike Maloney di GoldSilver, che nei suoi video giornalieri spiega in modo chiaro e cristallino la non correlazione non solo fra denaro e valuta, ma anche fra valore e prezzo.

Mike Maloney: viviamo in un mercato manipolato dalle banche centrali

Mike Maloney in uno dei suoi video ha posto l’accento sull’azione delle banche centrali, sostenendo: “It’s theft, it’s fraud, and it’s the greatest wealth transfer in history”, che possiamo tradurre in “È un furto, è una frode, ed è il più grande trasferimento di ricchezza nella storia”.

Mike Maloney sostiene che non viviamo in un libero mercato, ma in un manipulated market cronyism, ovvero un mercato manipolato dal clientelismo, dove le grandi aziende creano lobby per spingere il governo a fare leggi e regolamentazioni per limitare la competizione, che spesso va a svantaggio delle piccole imprese.

Sempre secondo Mike Maloney di GoldSilver la valuta è manipolata dall’azione delle banche centrali, che artificialmente alzano e abbassano i tassi di interesse.

Cosa stanno facendo le banche centrali? Vediamolo nel prossimo paragrafo.

Possono le banche centrali stampare moneta all’infinito?

Le grandi banche centrali stanno acquistando titoli di stato, debiti contratti da società e individui per aiutare le stesse imprese e famiglie a contrastare la pandemia di Coronavirus. Già nel 2008 di fronte alla crisi finanziaria che si è riversata sull’economia reale le banche centrali erano entrate in campo. Una domanda che possiamo porci è: “Le banche centrali possono farlo all’infinito?”.

A fare queste azioni sono soprattutto le principali banche centrali del mondo. Il bilancio della Federal Reserve (USA) ha raggiunto la scorsa settimana i 6,7 trilioni di dollari (solo 2,5 trilioni da inizio crisi Covid-19) e non ha certamente smesso di acquistare titoli, dunque il bilancio è destinato a salire, almeno per il momento.

La BCE aveva annunciato a marzo di mettere a disposizione 750 miliardi di euro per aiutare l’economia dell’eurozona, soprattutto i Paesi più colpiti dall’epidemia, tra cui l’Italia. La Bank of England ha dichiarato che a maggio avrebbe acquistato più di titoli di Stato britannici.

La Bank of Japan possiede metà dei titoli di Stato giapponesi e ha dichiarato di continuare ad acquistare titoli se necessario per combattere la crisi.

Tassi di interesse negativi: conviene tenere troppi soldi depositati in banca?

Con i tassi di interesse negativi per le banche non è economicamente conveniente lasciarci tenere i nostri soldi fermi sul conto, perché devono sostanzialmente pagare la giacenza. Attualmente il tasso sui depositi imposto dalla BCE per tutte le banche dell’eurozona è infatti pari a -0,50%.

Unicredit è stata la prima banca italiana ad annunciare nell’ottobre del 2019 che avrebbe tassato l’anno successivo i clienti che avrebbero tenuto più di 100.000€ fermi sul conto corrente, proponendo loro però investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo.

Proprio pochi giorni fa un’altra importante banca, la Deutsche bank, ha annunciato una misura simile a partire da maggio per i clienti nuovi. Non è escluso che possa esserci una reazione a catena.

Mike Maloney di GoldSilver definisce questa operazione una punizione per i clienti, soprattutto perché quest’ultimi stanno di fatto dando i loro soldi alla banca diventando non più proprietari di quel denaro, ma creditori.

Conviene tenere troppi soldi in banca? Abbiamo visto che già alcune banche hanno iniziato a tassare le giacenze sopra i 100.000€, ma soprattutto avere i soldi fermi sul conto corrente equivale a investire sulla propria valuta.

La vera domanda è quindi quest’ultima: conviene investire sulla propria valuta? Oppure conviene investire su altri beni? Ti ricordiamo ancora una volta che il bene rifugio per eccellenza è da sempre l’oro, il cui valore non può essere manipolato come dice Mike Maloney dalle banche centrali.

Conclusione: la valuta corrisponde al denaro?

Siamo abituati da tempo a considerare la valuta che utilizziamo non solo come mezzo di pagamento, ma come equivalente del denaro. Questa frase non è inesatta, ma non è del tutto vera.

Tornando alla citazione di JP Morgan, cosa intendeva dire davvero? Che mentre a quel tempo le banconote dovevano avere un controvalore in un altro bene come l’oro, ciò non avveniva per l’oro stesso.

L’oro non ha un controvalore da un altro bene, l’oro non deriva il suo valore da nulla o da nessuna parte. L’oro è un valore perché è il denaro stesso nella forma più pura e basilare.

Perché JP Morgan aggiunse “Nothing else“, ovvero che il denaro è oro e nient’altro? Perché all’epoca tutte le banconote e altre attività del sistema bancario erano forme di credito, ossia il loro valore era dato dall’eventuale rimborso del debitore. Le banconote avevano quindi un controvalore, l’oro invece ripetiamo non ha un controvalore.

Dunque conviene tenere troppi soldi sul proprio conto corrente? Con il rischio di rialzo eccessivo dell’inflazione che potrebbe arrivare nel prossimo periodo è un rischio mantenere tutto il nostro capitale sul conto corrente. Convertire in oro parte di esso potrebbe essere la soluzione ideale, soprattutto per coloro che intendono fare un investimento a lungo termine e che ti protegga dall’inflazione.

L’inflazione infatti provoca la riduzione del potere d’acquisto, l’oro invece mantiene stabile il tuo potere d’acquisto indifferentemente dal valore della valuta. Comprare oro significa quindi fare un investimento a protezione del tuo capitale e che guarda sul lungo periodo.

2 pensieri su “La valuta e il denaro sono la stessa cosa?

  1. Giovanni PI CATALDO dice:

    100.000€ e il giusto per mettere al riparo la propria famiglia da avvenimenti sociali gravissimi (purtroppo) che verranno!
    Le mie informazioni sono fonti non parallele alla stampa o al Web e mi arrivano con 20 – 40 giorni in anticipo !
    Voglio concludere che mai come in questo momento è utilissimo comprare del Gold anche a pari prezzo del LME di Londra o al secondo fix di Londra.
    Auguri a tutti .
    Gianni

    • Staff Orogenesi dice:

      Gentile Sig. Cataldo, se volesse rafforzare la sua tesi inserendo le fonti e indicando i dati specifici saremo felici di pubblicarli a beneficio di tutta la nostra piccola comunità. Grazie e cordiali saluti

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